Programma Valle d’Aosta Futura per le elezioni regionali 2020

Lavoro-impresa

Realizzare un progetto economico che si articoli su vettori di sviluppo che fanno leva sui principali settori ed eccellenze della nostra Regione.

Turismo, agricoltura sostenibile, energie rinnovabili, settori interconnessi e strategici per la percezione complessiva della Valle d’Aosta, devono nei fatti esprimere sinergie economiche importanti e diventare il fulcro di una importante riqualificazione economica della nostra Regione.

Il primo obiettivo del piano è la creazione di valore economico ad impatto zero e l’attrazione di investimenti sostenibili.


Turismo

È assolutamente necessario aumentare significativamente l’attuale tasso di occupazione delle nostre strutture ricettive ad oggi circa del 30% su base annua superando le obsolete dinamiche del turismo stagionale.

La fisionomia del sistema turismo Vda è ad oggi eccessivamente frammentata tale da non consentire agli operatori di affrontare i necessari investimenti in management e marketing/comunicazione.

Si propone di incentivare significativamente l’aggregazione di imprese, con defiscalizzazioni e finanziamenti specifici, e di sostenere una holding aggregativa che veda la partecipazione di tutti gli operatori turistici valdostani.

Sviluppare un portale di prenotazione centralizzato in stretta collaborazione con gli uffici competenti della Regione che accolga tutto il comparto ricettivo regionale e proponga a tutti i potenziali flussi turistici sia di prossimità che di medio/lungo raggio un unico prodotto: La Valle d’Aosta e interconnesso con un portale online/ecommerce dell’intera offerta enogastronomica regionale.

Abbandono dello stereotipo “Valle d’Aosta 2000 anni di storia” e valorizzazione delle antiche e recenti importantissime scoperte archeologiche sul nostro territorio, ricco di 5000 anni di storia.

Sviluppare maggiormente il turismo del Ben-essere, della Salute e promuovere il turismo Religioso/Spirituale, Culturale e Congressuale.

Sviluppare la formazione del personale alberghiero.

La bassa via, opportunamente pubblicizzata e attrezzata, potrà essere da supporto nelle mezze stagioni e un grande aiuto alle strutture turistiche situate lungo il fondovalle.


Maison du Val d’Aoste/Paris

Un bene comune da trasformare in un vero centro di rappresentanza e distribuzione della nostra offerta enogastronomica e turistica regionale, uno show room/punto vendita VDA in sinergia con una piattaforma operativa collegata e rivolta al mercato all’ingrosso dislocata presso il centro distributivo di Rungis.


Agricoltura sostenibile

Orientare la produzione agricola valdostana al fine di rispondere alla crescita straordinaria dei consumi di prodotti di qualità e bio, per una crescente consapevolezza dei consumatori.

Intervenire in misura strutturale per poter affrontare i necessari investimenti al fine di ottenere una maggiore riconoscibilità e appetibilità dei nostri prodotti enogastronomici e poter penetrare la grande distribuzione organizzata, che assegna uno spazio privilegiato ai prodotti agricoli di eccellenza (sia bio che di qualità superiore).

Riunire i vari Consorzi e i singoli produttori in una piattaforma che consenta a tutti l’accesso a risorse altrimenti non disponibili e al contempo partecipare ad una strategia unitaria di promozione, marketing e distribuzione dei prodotti, anche attraverso la definizione di un marchio di qualità con certificazione garantita.

E’ indispensabile educare tutti, ed in particolare i giovani, alla “ruralità” frutto di una cultura che ha una visione dell’ambiente, del cibo, e della salute come inscindibili tra loro. Corsi per imparare a coltivare, ad allevare e trasformare i prodotti agricoli


Piante officinali

Dedicare un’attenzione particolare al settore delle piante officinali e dei prodotti fitoterapici che stanno vivendo una crescita esponenziale in tutta Europa, settore che deve conoscere un sostanziale sviluppo nella nostra Regione in quanto gode di favorevolissime peculiarità territoriali e climatiche. Occorre strutturare una filiera completa e dedicata alle nostre piante officinali, a partire dalla ricerca e selezione delle varietà più idonee al nostro territorio, alla coltivazione, all’essicazione, allo stoccaggio e alla commercializzazione. Questo al fine di assicurare, primariamente, un’integrazione di reddito agli agricoltori valdostani, per dare nuova vita ai terreni marginali e incolti sviluppando un segmento economico di grande importanza che vada ad integrare il paniere delle nostre eccellenze agroalimentari.


La Fontina

Prodotto simbolo per eccellenza del nostro comparto agroalimentare e unico prodotto/brand ad essere conosciuto sia a livello nazionale che internazionale, oggi svenduta al prezzo all’ingrosso di circa 7,5€ al Kg deve raggiungere rapidamente le quotazioni dei prodotti della stessa fascia presenti in Italia e all’estero con una strategia commerciale incisiva e strutturata tale da prevedere a monte una completa revisione e ristrutturazione di tutta la filiera lattiero-casearia regionale, oggi in forte crisi, ma spina dorsale economica e culturale dell’offerta enogastronomica regionale.

Definizione di un prezzo soglia al disotto del quale la Fontina non possa essere commercializzata al fine di tutelare l’intera filiera utilizzando il Consorzio come strumento in quanto ad oggi certifica un prodotto sottopagato e quindi non garantisce gli standard minimi di produzione previsti dal disciplinare.

Revisione delle misure del Piano di Sviluppo Rurale andando a valorizzare maggiormente l’attività di gestione dei prati di fondo valle; identificazione delle aziende strategiche dal punto di vista della manutenzione del territorio dando un’integrazione di reddito una tantum in modo che siano redditizie anche nelle realtà più marginali e frenare il triste abbandono.

Riconoscimento di premi alle aziende virtuose nell’ambito della produzione sulla base di parametri oggettivi della qualità del latte (cellule somatiche e parametri igienico sanitari) e non meramente su base numerica o per quantità di ettari gestiti.

Partecipazione attiva dell’Institut Agricole Régional nella formazione dei produttori agricoli allo scopo di migliorare le filiere e la redditività delle aziende.


Edilizia

Al fine di far fronte alla gravissima crisi che ha colpito il settore edile in Valle d’Aosta proponiamo di intervenire con uno strumento di immediata fattibilità. La legge in essere del Piano Casa (L.R. 24/09) non ha scadenza e riguarda gli interventi di ampliamento e sostituzione edilizia su tutti gli immobili, residenziali e non, utilizzando criteri e tecniche di edilizia sostenibile, fonti di energia alternative e rinnovabili o misure di risparmio delle risorse energetiche o idriche. Sono previsti ampliamenti degli edifici residenziali e non residenziali fino a un massimo del 20% del volume esistente; consentita anche la demolizione e ricostruzione di edifici residenziali e non residenziali con aumento di cubatura del 35% in via ordinaria o del 45% in presenza di programmi integrati. Tutti i proprietari di immobili costruiti in seguito ad una concessione edilizia in data anteriore al 31/12/2008 attenendosi alle disposizioni territoriali hanno potuto o potranno ampliare il volume delle loro abitazioni.

A questo proposito riteniamo che debba essere presa in considerazione la possibilità di modificare il termine e di posticiparlo di almeno 5 anni perché è evidente che le abitazioni costruite nel 2009 a seguire per almeno 5 anni, oggi non possano più essere considerazione abitazioni di nuova costruzione e date le considerazioni sopra esposte riteniamo che questa modifica possa migliorare la condizione di molte famiglie valdostane. Questo darebbe lavoro alle aziende edili, ai professionisti valdostani e porterebbe nelle casse dei comuni nuove e maggiori risorse.


Ambiente

Procedere alla revisione del Piano Territoriale Paesistico al fine di ridurre al minimo il consumo del suolo e incentivare con specifici contributi finanziari la ristrutturazione dell’immenso patrimonio immobiliare in abbandono nei nostri borghi e villaggi.

Promuovere la creazione di eco-villaggi e progetti di cohousing e social housing.

Potenziare e sviluppare il CRAS (Centro di Recupero Animali Selvatici) al fine di farlo diventare un punto di riferimento per l’Italia e l’Arco alpino.


Rifiuti

Gestione attenta ed oculata delle autorizzazioni e dei siti individuati per il conferimento dei rifiuti sul territorio valdostano, rivalutazione immediata di discariche non compatibili con le criticità del territorio valdostano. Ottimizzazione della raccolta differenziata secondo modelli di successo già esistenti.


Energie rinnovabili

Il grande tema d’interesse globale e sul quale la Regione Valle d’Aosta può rappresentare un modello di eccellenza facendo leva sulle straordinarie risorse esistenti con l’obiettivo di rendere la Valle d’Aosta il più possibile indipendente dai combustibili fossili e in futuro di raggiungere la completa autonomia energetica: sviluppare il nuovo programma energetico per i prossimi 10-15 anni, dal momento che quello attuale scade nel 2020, e incrementare la produzione di energie rinnovabili quali ad esempio, energia solare, biomassa, centrali di compostaggio organico e deiezioni animali, geotermia ecc.

Piano di riqualificazione energetica degli edifici, iniziando da quelli pubblici, anche utilizzando le recenti disposizioni statali in materia. Programmare dei corsi per le imprese edili ed artigiane al fine di qualificare maestranze per operare con parametri tipo “Casa Clima”. Agevolare quei costruttori che operano in tal senso con sgravi fiscali. Procedere con un maggiore aiuto (mutuo prima casa) verso coloro che acquistano tali abitazioni.


CVA

La CVA rappresenta un asset unico e strategico senza paragoni per qualsiasi altra Regione italiana, che dovrà confrontarsi con il mercato internazionale nel 2029 allo scadere delle concessioni in essere.

L’azienda deve crescere incrementando i propri ambiti di operatività anche al di fuori della Valle d’Aosta e su nuove tecnologie rinnovabili per accrescere il proprio valore al servizio della collettività. La governance dovrà rimanere in capo alla Regione Valle d’Aosta a tutela delle istanze della Comunità ma con il contributo di capitali privati. Tali investimenti esterni accelererebbero la crescita dell’azienda a vantaggio della comunità e potrebbero essere attratti sia con la quotazione in borsa, sia con strumenti meno impattanti quali l’emissione di obbligazioni (eventualmente con una tranche dedicata al pubblico valdostano) ovvero mediante private placement verso investitori istituzionali (sia privati che pubblici – modello CdP) mentre il controllo e la proprietà dell’azienda rimarrebbero in ogni caso in capo a Regione VdA.


Zona Franca

L’art. 14 dello Statuto Speciale della Valle d’Aosta, pilastro dell’autonomia politico-finanziaria della nostra Regione, strumento in grado di compensare criticità, perifericità e sovraccosti del nostro territorio e della nostra comunità, deve essere realizzato in termini attuali e pragmatici.


Casa da Gioco

La procedura di concordato ha dimostrato in questi ultimi tempi che la Casa da Gioco può tornare a risollevarsi e a produrre benessere per la comunità valdostana.

È pertanto necessario, una volta terminata la procedura concordataria, affidare la gestione della casa da gioco e delle strutture annesse ad un soggetto privato di comprovata esperienza nel settore del gioco.

È necessario inoltre che la Casa da Gioco diventi parte integrante dell’offerta turistica globale della Valle d’Aosta tornando a rappresentare un polo di attrazione e di proposta di eventi di prestigio.


Trasporti

Rapida realizzazione del progetto di elettrificazione e parziale raddoppio della linea ferroviaria Ivrea-Aosta.

Ripristino della tratta Aosta-Pré Saint Didier, sul modello sud-tirolese e svizzero, con proseguimento della linea fino alla partenza dello Skyway.

Realizzazione di una rete di collegamento quotidiana che consenta viaggi celeri e comodi dalle stazioni ferroviarie di Milano e Torino e dai tre aeroporti internazionali di prossimità (Ginevra, Malpensa e Caselle), al fine di assicurare un rapido ed efficace spostamento dei turisti e dei cittadini valdostani.

Promuovere vignetta autostradale per i residenti.

Declassare a tangenziale la parte di autostrada tra Quart e Sarre.


Aeroporto

Nell’impossibilità di utilizzare il nostro aeroporto quale scalo commerciale si propone di:

  1. promuovere lo sviluppo di un aeroporto turistico destinato a una clientela privata
  2. creare un centro internazionale per tutte le discipline di volo
  3. creare un centro internazionale di formazione riconosciuto da ENAC e EASA per piloti di elicottero e tecnici di bordo
  4. creare un centro internazionale di formazioni per tutte le figure professionali legate al soccorso in montagna
  5. creare un centro internazionale di formazione in ambito di Protezione Civile in aree di montagna

Boudza-té

Estensione del progetto “Boudza-tè” a tutti i comuni situati lungo l’asse centrale della Valle e predisposizione di incentivi concreti che vadano a premiare l’utilizzo regolare della bici e non solo l’acquisto e sviluppo, di concerto con i comuni, della rete ciclabile.

Gestione a livello regionale di Vélo Doire, trattandosi di struttura di interesse regionale, promozione di nuove forme di intermodalità, attrezzando i mezzi pubblici per il trasporto di bici e monopattini da utilizzare una volta raggiunta la città a beneficio dei comuni più distanti dalla Plaine e creazione, a fini turistici, di una flotta di bici elettriche nei comuni di montagna senza snaturare i sentieri nati per essere percorsi a piedi.

Creazione di una tessera unica di trasporto al fine di integrare tutte le modalità di trasporto sul territorio.


Istruzione e cultura

L’istruzione, la cultura, uno sviluppo economico di tipo ecologico, basato sull’innovazione e su un’etica da riscoprire e interiorizzare sono la base sia del successo individuale che dello sviluppo di un’intera Comunità.

Teoria e pratica, istruzione ed esperienze sul campo, alimentate ed ispirate da un’etica del rispetto, dell’onestà, della correttezza, della cooperazione e dell’amore per tutto ciò che ci circonda e fa parte della nostra esistenza, costituiscono un connubio vitale per la sana sopravvivenza della società.

La legge 107/2015, seguita dagli adattamenti regionali del 2016 e dalle successive modificazioni, ha portato cambiamenti sostanziali nella scuola valdostana durante gli ultimi cinque anni. Pur non sottovalutando l’importanza di azioni organizzative e formative centralizzate (con gli ovvi benefici economici e di scambio che ne derivano), è fondamentale che l’Amministrazione Regionale coltivi una collaborazione ed un’interazione sistematica con le diverse Istituzioni Scolastiche e i loro docenti, al fine di continuare a valorizzare e a sostenere le numerose azioni e sperimentazioni attraverso il potenziamento di momenti di formazione, di spazi, di risorse tecnologiche e didattiche che possano variare a seconda delle esigenze e della dotazione organica delle singole realtà.

La nostra scuola deve offrire reale spazio all’educazione civica, il cui insegnamento, sebbene previsto dai curricola, non è mai stato accompagnato da attività concrete di riflessione, dibattiti e partecipazione degli studenti a esperienze di vita sociale, al fine di sviluppare ed arricchire le conoscenze e favorire l’attuazione concreta del concetto di “cittadino del mondo” con esperienze di vita, di scambi culturali, di partecipazione alla progettazione del proprio futuro assieme ai soggetti, istituzionali e non, presenti sul territorio.

La formazione dei nostri giovani deve continuare ad essere caratterizzata da interventi pedagogici a sostegno dell’educazione plurilingue necessità inderogabile per comunicare e confrontarsi con il mondo.

La formazione dei giovani deve, inoltre, stimolare e dare spazio alla creatività, liberando nuove energie anche grazie al riconoscimento del ruolo educativo della musica, dell’arte, del teatro, della meditazione, ecc.

L’attività sportiva deve essere maggiormente riconosciuta all’interno del percorso scolastico, in quanto pilastro nella crescita dell’individuo. Si propone quindi di creare un collegamento tra la scuola e le società sportive esistenti sul territorio.

La scuola deve aprirsi alle imprese liberandosi della sua sterile autoreferenzialità e trasformarsi in un laboratorio in cui ciò che di teorico è appreso sia vissuto come l’elemento vitale per l’acquisizione di competenze professionali e l’inserimento successivo nel mondo del lavoro.

Motivare e coinvolgere in azioni concrete e condivise i ragazzi che hanno abbandonato la scuola e non sono impegnati nel lavoro, né nella formazione (i cosiddetti “neet”, ragazzi altamente a rischio di isolamento sociale) al fine di prevenire il vandalismo, la violenza degli adolescenti, aggregandoli in gruppi sportivi e/o culturali di quartiere.


La scuola nel bosco

Il progetto, seguito e monitorato da tre università (Bologna, Bicocca, UniVda) riscontra un interesse sempre maggiore e sta conoscendo delle sperimentazioni interessanti nella scuola pubblica.

Se vogliamo crescere bambini che un giorno sappiano occuparsi attivamente della salvaguardia e della gestione consapevole del territorio valdostano, è necessario investire su progetti scolastici che permettano ai bambini di vivere tante esperienze positive in natura, nel loro comune di residenza. Questo può realizzarsi attraverso sezioni sperimentali che prediligano la scuola all’aperto all’interno dei plessi scolastici.


Salute e Ben-Essere

Riorganizzare la sanità valdostana secondo standard strutturali, organizzativi ed operativi moderni ed efficaci. Una sanità che facciasistema con il concorso coordinato di tutte le energie e le risorse disponibili del territorio e dell’ospedale.

Una sanità in cui la Persona sia al centro del processo organizzativo, considerata con un approccio olistico, pervenire ad una forte integrazione tra medicina moderna e medicine e terapie complementari, come già avviene in altri ospedali in Italia e all’estero.

L’ospedale deve esserepresidio unico e solo per pazienti acuti, complessi, che necessitano di alta tecnologia e deve essere liberato da tutto quello che è esterno al ricovero, alla complessità (uffici direzionali ed amministrativi, ambulatori, day hospital) che possono essere allocati in altra struttura all’interno del perimetro ospedaliero o all’esterno.

Per i pazienti che non possono essere curati sul territorio o che non necessitano più di ricovero ma non hanno bisogno della complessità e dei costi ospedalieri, al Beauregard potrebbe essere realizzato un reparto a bassa intensità di cura tipo albergo sanitario o ospedale di comunità.

La sanità territoriale/domiciliare deve riappropriarsi dei propri spazi, professionalità e responsabilità e deve diventare filtro efficace per gli accessi in ospedale e risorsa indispensabile per la continuità delle cureattraversoun’operatività di gruppo, integrata, coordinata con tutti i soggetti socio-sanitari, in stretta interconnessione telematica con l’ospedale.

Si deve organizzare in strutture socio-assistenziali, modello “Case della Salute”, con budget autonomo, accessibili h24 adeguatamente attrezzate per diagnosi e cure di primo livello, per una presa in carico delle persone durante tutto il percorso, con un’attenzione particolare alla promozione della salute, in termini di igiene alimentare, stili di vita, e sviluppare un’azione integrata tra medicina moderna, tradizionale e complementare.

Le micro comunità e le RSAdevono essere riviste da un punto di vista strutturale ed organizzativo/formativo per fornire sufficienti standard di sicurezza e qualità della vita.

Questa radicale ristrutturazione di sistema permetterebbe:

  1. una drastica riduzione di prestazioni e ricoveri inappropriati in ospedale
  2. la riduzione del fabbisogno di posti letto ospedalieri con conseguente miglioramento della qualità dell’assistenza per i pazienti ricoverati
  3. un minor disagio dei pazienti che possono essere curati sul territorio o a livello domiciliare
  4. una maggiore soddisfazione e professionalità degli operatori sanitari
  5. una significativa diminuzione della spesa sanitaria

Maternità

Organizzare una concreta presa in carico della puerpera dopo la sua dimissione e per il tempo necessario, da parte delle ostetriche presenti sul territorio.

Rivalutare la professionalità e le competenze delle ostetriche affinché possano intervenire a livello domiciliare ponendo in essere interventi quali ad esempio il controllo dell’involuzione uterina, la medicazione dei punti perineali o addominali e dell’allattamento esclusivo al seno, andando ad intercettare gli eventuali disagi delle neo-mamme.

Prevedere un rimborso delle spese relative al parto a domicilio come già avviene da anni in altre regioni.


Sociale

Occorre in primo luogo recuperare l’idea di Comunità, recuperare la dimensione degli uomini e delle donne, vedere nella cooperazione la chiave del nuovo sviluppo economico e sociale.

Occorre credere che a sopravvivere non è il più forte ma il più adatto, e il più adatto è colui che collabora con gli altri, che vede nella felicità degli altri le premesse della sua stessa felicità. Come il corpo, formato da trilioni di cellule, ogni giorno vince la sfida grazie alla cooperazione tra gli organi e le funzioni, così le politiche di welfare sono l’antidoto alle malattie sociali e lo strumento capace di realizzare un nuovo “convivere” e un “nuovo mondo”.

Le politiche di welfare devono:

  1. intercettare i bisogni reali, per questo è necessario una capacità di analisi e di monitoraggio, con raccolta dati sistematica attraverso l’Osservatorio per le Politiche Sociali e la stesura annuale del dossier. Questo al fine di garantire una programmazione e un orientamento delle risorse economiche più razionale ed efficace
  2. aprire un tavolo permanente di confronto e di analisi delle politiche di welfare con i gestori dei servizi sociali e pubblici, del Terzo Settore e del privato, in una logica di programmazione condivisa
  3. valutare, con sistemi avanzati e terzi rispetto al decisore politico, l’efficacia delle politiche attuate, sottoponendo al Consiglio Regionale l’esito della valutazione
  4. attuare misure di redistribuzione del reddito (in linea con le indicazioni Europee) anche in funzione anticrisi
  5. realizzare politiche di pari opportunità di accesso ai servizi sociali, con definizione di tariffe eque
  6. realizzare politiche di lotta alla povertà educativa minorile e non solo
  7. garantire la copertura dei posti negli asili nido (secondo gli standard europei) sia attraverso il sostegno agli Enti Locali, sia attraverso la definizione di standard minimi di qualità, sia attraverso una regia regionale di aggiornamento delle politiche e dei programmi educativi
  8. sostenere iniziative di “secondo welfare” ovvero favorire la nascita di “protezioni sociali” che non sono direttamente sostenute dal Pubblico ma realizzate dai soggetti privati, realtà del Terzo Settore
  9. Canile. Con la struttura, istituire una certificazione d’idoneità per la detenzione di cani, gatti ed altri animali, a tutela di questi ultimi
  10. costituire orti familiari tramite concessione di appezzamenti di terreni agricoli ad uso gratuito per i cittadini residenti che li lavorino per autoconsumo

Inclusione Sociale

L’Innovazione Sociale INCLUDE TUTTI.

“Ma una cosa è certa: costruire muri al posto di ponti e chiudersi in ‘stanze insonorizzate’ non porterà ad altro che a una terra desolata, di separazione reciproca, che aggraverà soltanto i problemi”.

Zygmunt Bauman

I principi da seguire: Accogliere, Comprendere, Coinvolgere, Gestire e alla fine Governare partendo dal presupposto Eguaglianza = diritti e doveri.

L’innovazione sociale nasce dall’evidenziazione e discussione dei problemi e delle risorse che gli specifici contesti presentano. In altre parole nell’evoluzione della società si sono evidenziati dei limiti di efficacia ed equità, nonché di efficienza pragmatica, del sistema di accoglienza. Nel contesto attuale, l’incontro con l’altro risulta essere di tipo spesso conflittuale, vedendo nell’interazione, non sempre cosciente, dinamiche di violenza o squilibrio, di chiusura e paura.

Inclusione, non integrazione; l’inclusione è formata da due principali dimensioni, che si influenzano tra loro: la dimensione oggettiva, legata al sistema di accoglienza e ad aspetti normativi ed istituzionali, e la dimensione soggettiva, data da quel ventaglio di sensazioni e sentimenti, caratterizzanti del vissuto di ogni singolo individuo, nonché da tutto l’ambiente che si va a creare nelle relazioni e interazioni con gli altri. Le esperienze di innovazione sociale studiate vedono dunque il loro obiettivo in quest’ultima dimensione che, tuttavia, influenza anche la parte più pragmatica in modo indiretto (si pensi alla sensibilizzazione, che può andare a modificare l’opinione pubblica e la conseguente evoluzione della politica che trova poi riscontro nel mondo delle persone).

L’obiettivo dell’inclusione sociale è lo sviluppo e il benessere di tutti i cittadini, migliorando le relazioni sociali e i processi di emancipazione, sia su un piano micro, sia a livello macro.

Un processo di effettiva integrazione coinvolge molteplici aspetti della vita del soggetto, nell’ambito di percorsi plurimi:

  • l’inserimento economico, che concerne in primo luogo il conseguimento di un’autonomia economica, attraverso l’accesso ad un’occupazione dignitosa
  • l’inserimento sociale, attraverso la costruzione e la gestione autonoma di relazioni, la partecipazione all’associazionismo, l’impiego del tempo libero, nonché l’accesso ad un alloggio decoroso
  • l’inserimento culturale, mediante l’acquisizione di competenze linguistiche, l’accesso a opportunità formative e l’elaborazione di processi di mediazione culturale
  • l’inserimento politico, attraverso percorsi di piena partecipazione alla vita della società e di cittadinanza

Enti locali

Aspetti amministrativi

Rivedere la l.r. 54 del 07.12.1998 e la competenza del Consiglio Permanente degli Enti Locali:

  • dare effettiva dignità al sistema Valle d’Aosta, attraverso il vincolo perentorio del parere espresso dall’Assemblea del CPEL su disegni di legge e atti amministrativi di interesse degli EELL. Tale vincolo determinerebbe la necessità per il legislatore di addivenire ad una intesa con i Comuni ed evitare i contrasti tra istituzioni nell’ottica di una proficua e reciproca collaborazione a tutti i livelli
  • modifica della l.r. 48 del 20.11.1985 (risorse finanziarie agli EELL)
  • prevedere la definizione di un finanziamento complessivo senza vincolo, “minimo vitale” per la gestione dignitosa dell’ente, staccandolo dal parametro del gettito IRPEF, indispensabile per far fronte alla crisi di risorse dei prossimi anni, ed immaginare un sistema di sussidiarietà orizzontale tra Enti
  • prevedere un nuovo accordo Stato/Regione in modo da riuscire a riconoscere agli EELL Valdostani la quota di extra gettito IMU.

Aspetti di sviluppo territoriale

Agevolare il mantenimento della popolazione nei territori marginali attraverso:

  • servizi di prossimità alla persona e alle famiglie (servizio sanitario infermieristico di paese, servizi di pre e post scuola, sistemi di trasporto diffusi e alternativi, connettività, ecc..)
  • servizi alle aziende e alle attività produttive attraverso lo sviluppo di front office tematici comunali, agevolando per le aziende il collegamento operativo e autorizzativo al SUEL
  • servizi per lo sviluppo di un economia circolare equa e solidale, in cui il territorio diventa vero volano. Creare e sviluppare il concetto di comunità di vicinato
  • servizi per lo sviluppo di un immagine “cartolina” per ogni Comune, superando nell’immaginario il concetto romantico della montagna. UN COMUNE VIVE SE E’ REALE E SE ESISTE UNA COLLETTIVITA’
  • servizi in grado di promuovere il sistema della Valle d’Aosta.

Aspetti di sviluppo produttivo e residenziale

Agevolare il recupero degli agglomerati attraverso finanziamenti a tassi agevolati al 95% di copertura della spesa ammessa, sia per la residenza che per la ricettività extra alberghiera.

Prevedere, in questi casi, per le attività commerciali e produttive sistemi di restituzione dei prestiti dopo due anni dall’inizio delle attività, vincolando temporalmente l’inizio dei lavori all’inizio dell’attività (max 3 anni).

Sfruttare e farlo diventare valore aggiunto per le terre di montagna, lo scenario dell’oramai cambiamento climatico: agevolare lo spostamento dei cittadini dalle aree conurbate verso la montagna, sviluppare la coscienza dell’incremento inevitabile del gradiente termico e del fatto che in montagna la qualità della vita sarà maggiore.


Aspetti legislativi di sistema

Modifica della l.r 11/98 (urbanistica) necessario rivedere e semplificare l’intero comparto e le procedure.

Modificare la legge 12/96 (in materia di LLPP) Abrogata dalla lettera a) del comma 3 dell’art. 10 della L.R. 2 agosto 2016, n. 16 fatta eccezione per gli articoli 40bis, 40ter, 41 e 42 competenze primarie: obiettivo semplificare e creare una filiera imprenditoriale circolare e completa in VDA.


Amministrazione/Cittadino-Impresa

Radicale revisione e snellimento della legislazione in essere.

Trasformazione dell’amministrazione regionale e di tutto il comparto pubblico nel primo esempio concreto italiano di amministrazione certificata per la qualità.

Creazione di sportelli di assistenza diretta e concreta a cittadini e imprese


Riduzione del numero di consiglieri e dei loro emolumenti

Revisione del calcolo ISEE riequilibrando i coefficienti di calcolo tra i valori mobiliari e immobiliari posseduti dal cittadino.

Immediato e concreto riconoscimento della Lingua Italiana dei Segni per dare pari dignità alla comunità dei sordi, mettendo in atto semplici e indifferibili azioni, poco costose, come per esempio la sottotitolazione dei servizi della sede regionale Rai e di tutte le comunicazioni istituzionali.

Utilizzazione e implementazione dello smart working quale pratica normale aldilà delle emergenze


Università

Rapido completamento delle strutture della nuova università.

Definizione di un Polo Universitario incentrato sulla Montagna anche attraverso la creazione di una solida rete con le migliori università italiane ed estere.


Montagna digitale

Completamento della rete già in essere per dotare tutti i Comuni di una connettività digitale a banda larga.

Sospensione della sperimentazione 5G in attesa di comprovate evidenze scientifiche che escludano eventuali ripercussioni sulla salute degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente.


Finanziamenti Europei

Ancora più di prima i fondi strutturali europei rappresentano una delle poche occasioni per avere significative quantità di risorse da impiegare per riattivare dinamiche di sviluppo economico e sociale.

Se si considera la profonda crisi che investe attualmente la nostra Regione, si intuisce facilmente come si debba massimizzare il loro uso al fine di assicurare importanti ricadute sul territorio regionale

È necessaria una rinnovata capacità amministrativa del sistema di gestione dei fondi e un forte e chiaro indirizzo della politica regionale.

Vanno perseguite azioni che possano contribuire a meglio coordinare l’utilizzo dei diversi fondi per la realizzazione di veri, urgenti, indiscutibili obiettivi da raggiungere.


Lo Sport

Lo sport è uno strumento che infonde sani principi come lealtà, rispetto delle regole solidarietà, ci insegna anche a fare sacrifici, a raggiungere gli obiettivi a relazionarci, a stare in gruppo ed è in grado di azzerare le differenze sia sociali che di etnia.

Lo sport insieme alla scuola sono la formula perfetta per far crescere una generazione sana.

Fin da piccoli lo sport ci insegna ad essere coordinati sia fisicamente che mentalmente, ci insegna a rispettare le regole del gioco, che poi sono quelle che ci ritroviamo nella vita da adulti, e ci aiuta a scaricare quella tensione che accumuliamo durante la giornata passata in classe o addirittura la tensione che ci portiamo da casa.

Bisognerebbe rivedere la funzione di questa attività a partire dalla scuola dell’infanzia ed elementare in aggiunta alle collaborazioni di quelle società sportive che, attualmente e gratuitamente si propongono per fare delle sessioni specifiche di avvicinamento ad una piuttosto che un’altra disciplina.

Per quanto riguarda le scuole medie e superiori, il progetto “Classes De Neige” dovrebbe essere adottato da tutti gli istituti, cosa che al momento non avviene. Vanno premiate quelle istituzioni scolastiche che riescono a coniugare istruzione e attività sportiva ottenendo risultati di livello.

In altre realtà regionali o estere, società sportive di livello, offrono borse di studio pur di avere atleti di qualità ma con delle regole di ingaggio che prevedono innanzitutto buoni risultati scolastici.

Aosta non ha un palazzetto dello sportche possa ospitare manifestazioni sportive di buon livello, utilizzabile anche per manifestazioni culturali, con una capienza di almeno 1000 persone.

Un impianto sportivo che sia progettato secondo criteri di bio-edilizia a basso consumo energetico.

Un palazzetto che dia la possibilità di essere suddiviso all’occorrenza in due o tre sezioni separate per ospitare quelle società che necessitano di uno spazio per svolgere le attività di base. Le manifestazioni sportive a vari livelli porterebbero un incremento nei vari settori dell’economia valdostana e la promozione che ne deriverebbe potrebbe stimolare l’interesse di alcuni sponsor e invogliarli ad investire nella nostra regione.

E’ risaputo che lo sport in tutti i suoi aspetti è portatore di scambio, di innovazione, di cultura ed è in grado di dare visibilità a qualsiasi realtà territoriale.